Archivi del mese: novembre 2012

Insorgono le Associazioni: “Proteggete adeguatamente Ignazio Cutrò e la sua famiglia”

Ignazio Cutrò

I testimoni di giustizia vanno protetti con la massima attenzione e accuratezza garantendo agli stessi ed alle loro famiglie di poter svolgere una vita serena e dignitosa.

Non è accettabile che Ignazio Cutrò, imprenditore di Bivona (Ag) e testimone di giustizia, debba vivere nel terrore per aver scelto di denunciare e far condannare un intero clan mafioso che lo taglieggiava.

Le disattenzioni nel sistema di protezione denunciate dall’imprenditore bivonese sono allarmanti. Riteniamo che le direttive in tema di protezione debbano essere rispettate integralmente garantendo l’utilizzo di personale specializzato per il servizio scorte e che la scelta di sostituire la vigilanza fissa sotto casa con un sistema di telecamere a circuito chiuso vada rivista dato che l’abitazione della famiglia Cutrò si trova in aperta campagna.

I testimoni di giustizia rappresentano elementi preziosi nella lotta alla mafia e dimostrano ogni giorno coraggio e grande levatura morale.

Siamo certi che il Ministro degli Interni ed i vertici dell’Arma dei Carabinieri, verso i quali nutriamo sentimenti di stima e rispetto, sapranno ascoltare il grido di dolore lanciato dall’imprenditore bivonese e sapranno restituire la giusta tranquillità alla sua famiglia.

Comunicato congiunto associazioni:

“S.O.S. Democrazia”, “Confartigianato Sicilia”, Antiracket “Libere Terre”, Comitato  “Il Salvagente”, “L’Altra Sciacca“, Antiracket “Paolo e Giuseppe Borsellino”, “Ad Est“, “Fuori dal Coro“, Presidio “Libera” Santa Margherita Belice, “Socialismo Cristiano”, “Agende Rosse Agrigento”, Comitato “Pio La Torre Agrigento”

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SOS Democrazia controreplica al Sindaco di Ribera sulla situazione finanziaria

Carmelo PaceE’ chiaro che il Sindaco Carmelo Pace ha letto in modo superficiale il comunicato che abbiamo diffuso sulla situazione economica in cui versa il Comune di Ribera.

Fermo restando che mancano ancora 350 mila euro per rispettare il patto di stabilità, se le aliquote IMU recentemente approvate permetteranno al Comune di pagare gli stipendi e garantire i servizi, è evidente che senza l’approvazione del consiglio comunale il dissesto finanziario era inevitabile.

A scongiurarlo allora non è stata una gestione parsimoniosa dei soldi pubblici operata dalla giunta Pace, ma l’imposizione di aliquote IMU spropositate che gravano sui cittadini riberesi ai quali soltanto può essere attribuita la “sopravvivenza economica” della città.

Quanto avrebbe risparmiato il Comune senza l’organizzazione degli eventi, senza le consulenze e le mobilità? Se la vendita degli ex 51 lotti si fosse conclusa nei termini previsti dal contratto preliminare sarebbe stato possibile imporre ai cittadini aliquote IMU più ragionevoli grazie a quelle entrate?

Stavolta siamo noi a chiedere al Sindaco Pace l’onestà intellettuale che secondo lui non avremmo e di essere più limpido con i cittadini che continuano ad essere vessati da politici di vecchio stampo che utilizzano metodi da Prima Repubblica. 

Il Consiglio Direttivo – Associazione “S.O.S Democrazia”

Sulla situazione economica in cui versa il Comune di Ribera

Comune Ribera

Il Sindaco Carmelo Pace ha ammesso che il Comune di Ribera rischia il dissesto finanziario. Meglio tardi che mai.

Era doveroso farlo prima quando si poteva intervenire tagliando le spese superflue e gli sprechi. “SOS Democrazia”, molto tempo fa, lanciò l’allarme sui conti pubblici ed invitò il primo cittadino ad eliminare i costi inutili volti alla realizzazione di eventi e denunciò l’impiego di denaro pubblico da parte dell’amministrazione per operazioni clientelari.

Era proprio necessario assumere altri tre dipendenti e contrattualizzare consulenti esterni a pagamento (e non a titolo gratuito come annunciava Pace all’inizio della sindacatura)?

Denunciammo anche che il Sindaco avrebbe utilizzato i soldi provenienti dalla vendita degli ex 51 lotti per coprire i buchi di bilancio senza realizzare alcuna delle opere che prometteva. “Nemo propheta acceptus est in patria sua”.

In quell’occasione il Sindaco, in Consiglio Comunale, negò la gravità della crisi e ci accusò di speculazione politica perché, a suo dire, stavamo diffondendo un messaggio falso e rischiavamo di innestare la disperazione nella gente. Oggi appare chiaro che le nostre denunce erano corrette e tempestive.

Se il Sindaco ci avesse dato retta adesso forse non saremmo in braghe di tela. La superficialità nella gestione del bilancio comunale ha posto la nostra città in una condizione drammatica. Il Sindaco ha affermato che l’imposizione di aliquote IMU stratosferiche fosse l’unica strada percorribile “per poter pagare gli stipendi e garantire i servizi ai cittadini” ed ha annunciato che mancano “350 mila euro per rispettare il patto di stabilità”.

Come mai allora proroga per l’ennesima volta la stipulazione delCarmelo Pace contratto definitivo con la società acquirente degli ex 51 lotti  che non ha ancora versato neanche la metà del prezzo fissato? Non esiste una fideiussione da escutere? Siamo sicuri che si tratti di una operazione perfettamente legale? E’ paradossale: il comune si trova senza il possesso dei lotti e senza il corrispettivo della vendita. E i cittadini pagano.

E le feste? “Le feste dovranno essere ridotte al minimo”, afferma il Sindaco. Le feste non sono a costo zero, come si voleva far pensare. Esattamente come denunciavamo noi. Una voce inascoltata. Facile adesso scaricare i costi del fallimento di questa amministrazione solo sui cittadini. Un altro buon motivo per rassegnare le dimissioni, quelle vere.

Il Consiglio Direttivo – Associazione “S.O.S Democrazia”