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Ignazio Cutrò a “Che Tempo Che Fa”.

Ignazio Cutrò, imprenditore edile e testimone di giustizia racconta la sua storia a Che Tempo Che Fa.

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Meschino il tentativo di diffamare il Magistrato Salvatore Vella e l’imprenditore Ignazio Cutrò.

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“Esprimiamo la nostra solidarietà al Sostituto Procuratore di Agrigento il Dott. Salvatore Vella e all’amico Ignazio Cutrò per il vile atto diffamatorio perpetrato da ignoti nei loro confronti. Chi ha inviato quella lettera pensava forse di gettare sospetti e discredito nei confronti di valorosi uomini dello Stato e della società civile che ogni giorno, umilmente e con grandi sacrifici, operano per cambiare la nostra terra oppressa dal malaffare. Agli autori vogliamo dire che Vella e Cutrò hanno il nostro rispetto e la nostra fiducia e che fatti come quello che li ha visti protagonisti in questi giorni non fanno altro che rafforzare il nostro sostegno al loro lavoro. Vogliamo ancora una volta lanciare un appello alle istituzioni affinché venga aumentato il sistema di protezione di cui godono Vella e Cutrò ai quali da mesi è stata ridotta la scorta”.

Il Consiglio Direttivo –  Associazione “S.O.S Democrazia”

Insorgono le Associazioni: “Proteggete adeguatamente Ignazio Cutrò e la sua famiglia”

Ignazio Cutrò

I testimoni di giustizia vanno protetti con la massima attenzione e accuratezza garantendo agli stessi ed alle loro famiglie di poter svolgere una vita serena e dignitosa.

Non è accettabile che Ignazio Cutrò, imprenditore di Bivona (Ag) e testimone di giustizia, debba vivere nel terrore per aver scelto di denunciare e far condannare un intero clan mafioso che lo taglieggiava.

Le disattenzioni nel sistema di protezione denunciate dall’imprenditore bivonese sono allarmanti. Riteniamo che le direttive in tema di protezione debbano essere rispettate integralmente garantendo l’utilizzo di personale specializzato per il servizio scorte e che la scelta di sostituire la vigilanza fissa sotto casa con un sistema di telecamere a circuito chiuso vada rivista dato che l’abitazione della famiglia Cutrò si trova in aperta campagna.

I testimoni di giustizia rappresentano elementi preziosi nella lotta alla mafia e dimostrano ogni giorno coraggio e grande levatura morale.

Siamo certi che il Ministro degli Interni ed i vertici dell’Arma dei Carabinieri, verso i quali nutriamo sentimenti di stima e rispetto, sapranno ascoltare il grido di dolore lanciato dall’imprenditore bivonese e sapranno restituire la giusta tranquillità alla sua famiglia.

Comunicato congiunto associazioni:

“S.O.S. Democrazia”, “Confartigianato Sicilia”, Antiracket “Libere Terre”, Comitato  “Il Salvagente”, “L’Altra Sciacca“, Antiracket “Paolo e Giuseppe Borsellino”, “Ad Est“, “Fuori dal Coro“, Presidio “Libera” Santa Margherita Belice, “Socialismo Cristiano”, “Agende Rosse Agrigento”, Comitato “Pio La Torre Agrigento”