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Radio24. Scorta civica per il Magistrato Salvatore Vella

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Proteggete il magistrato Salvatore Vella

Salvatore Vella

“Il magistrato antimafia Salvatore Vella merita di essere protetto con la massima attenzione. La decisione di privarlo della macchina blindata lo pone in situazione di serio pericolo e lo rende facile obiettivo di eventuali rappresaglie da parte delle cosche mafiose agrigentine duramente colpite dalle sue indagini.

Il territorio agrigentino è infestato da organizzazioni criminali sanguinarie e agguerrite che non hanno esitato ad uccidere magistrati ed esponenti delle forze dell’ordine; secondo l’ultima relazione semestrale della Dia al Parlamento, rimane un solido assetto per Cosa nostra siciliana, come si evince dalla presenza di 41 famiglie note alle Forze di polizia.

Si tratta di una decisione, quanto meno, infelice e che potrebbe rivelarsi foriera di conseguenze drammatiche.

Chiediamo, quindi, al Comitato per la Sicurezza e l’Ordine di rivedere la scelta e di ripristinare immediatamente il livello di protezione precedente al dott. Vella. Deve essere garantita, in tempi brevi, la giusta serenità al magistrato.

Noi siamo pronti ad organizzare una “Scorta Civica”, composta da semplici cittadini, con lo scopo di non lasciare solo Vella e di difenderlo dalle conseguenze nefaste degli errori statali. Il nostro ruolo sarà cercare di far capire alle Istituzioni che siamo in un momento delicato e bisogna fare di tutto per salvaguardare l’incolumità ai magistrati antimafia.

Lanciamo un appello alla politica agrigentina, come al solito insensibile a questi temi, affinchè si attivi in fretta per risolvere la questione. Se sarà necessario organizzeremo manifestazioni, sit-in, seminari e incontri con gli studenti e chiederemo ai Sindaci del territorio di reperire le risorse per l’acquisto di una macchina blindata da mettere a disposizione del servizio di sicurezza del dott. Vella.”

Ignazio Cutrò
Ad Est
Agende Rosse Agrigento
Comitato Cutrò
Grilli di Sciacca
L’AltraSciacca
Libere Terre
Socialismo Cristiano
S.O.S Antiracket
S.O.S. Democrazia

Aggiornamenti sulla vicenda del testimone di giustizia Ignazio Cutrò.

Cutrò RIbera

La vicenda dell’imprenditore siciliano Ignazio Cutrò, testimone di giustizia e vittima del racket non si è sbloccata.

Dopo aver protestato contro una cartella esattoriale di quasi 86 mila euro, il 16 gennaio scorso ha ricevuto anche un sollecito di pagamento dall’agenzia delle Entrate di 3629,75 euro. Ad oggi Cutrò non ha ancora ottenuto il rilascio del Durc, il documento unico di regolarità contributiva, né la sospensione delle cartelle esattoriali e ciò gli impedisce di riavviare la propria azienda a Bivona (Ag), espondendolo al rischio di un’ipoteca.

Da tempo l’imprenditore chiede che venga applicata in modo corretto la normativa sui testimoni di giustizia e «il 25 gennaio scorso la commissione centrale di Protezione del ministero degli Interni lo aveva ricevuto per individuare possibili interventi – ha detto Gaetano Montalbano, portavoce del “Comitato Cutro” – Quasi un mese fa anche il governatore Raffaele Lombardo dichiarò che avrebbe accompagnato passo dopo passo l’imprenditore per fare in modo che le cartelle esattoriali venissero sospese e che, in ogni caso, l’amministrazione regionale sarebbe intervenuta direttamente con fondi dedicati per garantire la continuità operativa della sua impresa». Nelle stesse ore il sindaco di Bivona, Giovanni Panepinto, ha annunciato una determina con la quale impegnava il Comune a pagare con rate mensili la cartella esattoriale dell’imprenditore. «Di tutto questo nulla è avvenuto – spiega Montalbano – Per questo, chiediamo al governatore Lombardo e al sindaco Panepinto di onorare gli impegni assunti e di passare dalle parole ai fatti concreti».

ANSA