Archivi del mese: febbraio 2012

Preoccupati per la riduzione della scorta al magistrato Vella

Salvatore Vella Sos Democrazia Ribera

“Apprendiamo con molta preoccupazione la notizia della riduzione della scorta al magistrato antimafia Salvatore Vella, socio onorario della nostra associazione.
Il territorio agrigentino, secondo l’ultima relazione semestrale della Dia al Parlamento, rimane un solido assetto per tutta l’organizzazione di Cosa nostra siciliana come si evince dalla capillare presenza, sull’intero territorio di 41 famiglie note alle Forze di polizia, delle quali 33 con una significativa propensione all’infiltrazione nei settori socio-economici e politico-amministrativi”. Una mafia che non ha esitato ad uccidere magistrati ed esponenti delle forze dell’ordine e che risulta ancora molto radicata e pericolosa.
Il Dott. Vella, negli ultimi anni, si è distinto per l’efficacia del suo impegno ed ha compiuto operazioni antimafia di grande rilievo. Un servitore dello Stato che ha subito intimidazioni e minacce e rischia costantemente la vita per assolvere al meglio il suo lavoro. Riteniamo molto rischiosa la decisione di abbassare il livello di sicurezza attorno alla sua persona ed invitiamo le Istituzioni a rivedere questa scelta infelice.
E’ inaccettabile continuare a ricevere segnali negativi sul campo della lotta alle organizzazioni criminali in questa provincia: rischio chiusura dei Tribunali e delle Procure, minacce di tagli alla Dia, cattiva gestione dei testimoni di giustizia e adesso riduzione della tutela ad un magistrato a rischio. Basta. Lo Stato faccia sul serio e rispetti la dignità dei cittadini agrigentini onesti”.

Il Consiglio Direttivo Associazione “S.O.S Democrazia”

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Aggiornamenti sulla vicenda del testimone di giustizia Ignazio Cutrò.

Cutrò RIbera

La vicenda dell’imprenditore siciliano Ignazio Cutrò, testimone di giustizia e vittima del racket non si è sbloccata.

Dopo aver protestato contro una cartella esattoriale di quasi 86 mila euro, il 16 gennaio scorso ha ricevuto anche un sollecito di pagamento dall’agenzia delle Entrate di 3629,75 euro. Ad oggi Cutrò non ha ancora ottenuto il rilascio del Durc, il documento unico di regolarità contributiva, né la sospensione delle cartelle esattoriali e ciò gli impedisce di riavviare la propria azienda a Bivona (Ag), espondendolo al rischio di un’ipoteca.

Da tempo l’imprenditore chiede che venga applicata in modo corretto la normativa sui testimoni di giustizia e «il 25 gennaio scorso la commissione centrale di Protezione del ministero degli Interni lo aveva ricevuto per individuare possibili interventi – ha detto Gaetano Montalbano, portavoce del “Comitato Cutro” – Quasi un mese fa anche il governatore Raffaele Lombardo dichiarò che avrebbe accompagnato passo dopo passo l’imprenditore per fare in modo che le cartelle esattoriali venissero sospese e che, in ogni caso, l’amministrazione regionale sarebbe intervenuta direttamente con fondi dedicati per garantire la continuità operativa della sua impresa». Nelle stesse ore il sindaco di Bivona, Giovanni Panepinto, ha annunciato una determina con la quale impegnava il Comune a pagare con rate mensili la cartella esattoriale dell’imprenditore. «Di tutto questo nulla è avvenuto – spiega Montalbano – Per questo, chiediamo al governatore Lombardo e al sindaco Panepinto di onorare gli impegni assunti e di passare dalle parole ai fatti concreti».

ANSA