Sulla situazione economica in cui versa il Comune di Ribera

Comune Ribera

Il Sindaco Carmelo Pace ha ammesso che il Comune di Ribera rischia il dissesto finanziario. Meglio tardi che mai.

Era doveroso farlo prima quando si poteva intervenire tagliando le spese superflue e gli sprechi. “SOS Democrazia”, molto tempo fa, lanciò l’allarme sui conti pubblici ed invitò il primo cittadino ad eliminare i costi inutili volti alla realizzazione di eventi e denunciò l’impiego di denaro pubblico da parte dell’amministrazione per operazioni clientelari.

Era proprio necessario assumere altri tre dipendenti e contrattualizzare consulenti esterni a pagamento (e non a titolo gratuito come annunciava Pace all’inizio della sindacatura)?

Denunciammo anche che il Sindaco avrebbe utilizzato i soldi provenienti dalla vendita degli ex 51 lotti per coprire i buchi di bilancio senza realizzare alcuna delle opere che prometteva. “Nemo propheta acceptus est in patria sua”.

In quell’occasione il Sindaco, in Consiglio Comunale, negò la gravità della crisi e ci accusò di speculazione politica perché, a suo dire, stavamo diffondendo un messaggio falso e rischiavamo di innestare la disperazione nella gente. Oggi appare chiaro che le nostre denunce erano corrette e tempestive.

Se il Sindaco ci avesse dato retta adesso forse non saremmo in braghe di tela. La superficialità nella gestione del bilancio comunale ha posto la nostra città in una condizione drammatica. Il Sindaco ha affermato che l’imposizione di aliquote IMU stratosferiche fosse l’unica strada percorribile “per poter pagare gli stipendi e garantire i servizi ai cittadini” ed ha annunciato che mancano “350 mila euro per rispettare il patto di stabilità”.

Come mai allora proroga per l’ennesima volta la stipulazione delCarmelo Pace contratto definitivo con la società acquirente degli ex 51 lotti  che non ha ancora versato neanche la metà del prezzo fissato? Non esiste una fideiussione da escutere? Siamo sicuri che si tratti di una operazione perfettamente legale? E’ paradossale: il comune si trova senza il possesso dei lotti e senza il corrispettivo della vendita. E i cittadini pagano.

E le feste? “Le feste dovranno essere ridotte al minimo”, afferma il Sindaco. Le feste non sono a costo zero, come si voleva far pensare. Esattamente come denunciavamo noi. Una voce inascoltata. Facile adesso scaricare i costi del fallimento di questa amministrazione solo sui cittadini. Un altro buon motivo per rassegnare le dimissioni, quelle vere.

Il Consiglio Direttivo – Associazione “S.O.S Democrazia”

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