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I Sindaci applichino la legge sui beni confiscati alle mafie

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I beni confiscati alle mafie e consegnati ai comuni dell’agrigentino devono essere immediatamente restituiti alla collettività. I Sindaci si attivino immediatamente. La legge parla chiaro, entro un anno dalla consegna, i beni devono essere affidati alle associazioni o utilizzati direttamente dai comuni. Nei casi di inerzia e omissione l’Agenzia nazionale per i beni confiscati alla criminalità organizzata nomina un commissario con poteri sostitutivi o provvede alla revoca della consegna agli enti locali.

A Ribera, ad esempio, 10 ettari di terreno di origine mafiosa sono stati lasciati in stato di abbandono per anni dagli amministratori locali ed è stato necessario denunciare la situazione alle autorità competenti per ottenere un bando. Una inerzia insopportabile.

Effettueremo un monitoraggio su tutti i comuni della nostra provincia, da Sciacca a Licata, da Canicattì a Siculiana, da Agrigento a Sant’Angelo Muxaro, chiedendo l’immediata l’applicazione della legge. Solo in questo modo si potrà consentire la restituzione alla società civile di quanto sottratto, con la violenza e l’arroganza, dalle organizzazioni mafiose.

Tali beni possono rappresentare una occasione di sviluppo e di lavoro per i tanti giovani volenterosi della nostra provincia e il segno distintivo di una terra che si ribella alle mafie.

 

Gaetano Montalbano           “Megafono – Lista Crocetta” provinciale

Gaetano Alessi                   “Ad est”

Pellegrino Di Lucia              “S.O.S Democrazia”

Mario Di Giovanna               “AltraSciacca”

Ignazio Cutrò                       Antiracket  “Libere Terre”

Paolo Mandracchia              “Sel – Sinistra Ecologia e Libertà” provinciale

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SOS Democrazia promuove 2 interrogazioni di iniziativa popolare al Sindaco di Ribera su quote rosa e beni confiscati alla mafia

Comune Ribera

Vista la situazione politica venutasi a creare a Ribera alle ultime elezioni Comunali, in cui non sono state elette forze di opposizione in Consiglio Comunale, l’Associazione “SOS Democrazia” ha presentato presso l’ufficio protocollo del comune di Ribera due interrogazioni di iniziativa popolare, al Sindaco Carmelo Pace, sottoscritte da 25 giovani riberesi, così come prescritto dall’art. 6 comma 4 dello Statuto Comunale.

L’Associazione, che fin dalla sua nascita è impegnata anche nella difesa dei diritti di uguaglianza e nella promozione della legalità, ha interrogato il sindaco su due problematiche di particolare importanza civile e morale riguardanti la rappresentanza femminile all’interno della Giunta Comunale e la gestione dei beni confiscati alla mafia e consegnati al comune.

In particolare l’Associazione SOS Democrazia, con il primo quesito chiede al Sindaco di Ribera le “motivazioni per le quali nella scelta della composizione della Giunta Comunale non è stata rispettata la rappresentanza della parità di sesso dei componenti” assumendo così un atteggiamento che secondo l’Associazione “Pari opportunitaappesantisce una situazione resa già grave dal fatto che il Consiglio Comunale annovera una sola donna su venti componenti”. Per tali motivi “SOS Democrazia” invita il sindaco a “rivedere la composizione della propria Giunta, garantendo anche la rappresentanza femminile all’interno di essa, rispettando l’art.1 comma 5 dello Statuto Comunale secondo il quale il Comune di Ribera “opera perché si realizzino condizioni di pari opportunità tra uomini e donne”.

L’Associazione, dopo aver appreso dal sito istituzionale del Governo, nella tabella relativa ai beni confiscati alla mafia e aggiornata al 31-12-2009, che alla città di Ribera sono stati destinati e assegnati 6 beni immobili e un settimo risulta in gestione al Demanio, ha voluto interrogare il Sindaco di Ribera per conoscere la “descrizione e la localizzazione dei suddetti beni immobili” e se “come previsto dalla legge, è già avvenuta la loro assegnazione ed in caso affermativo a quali associazioni”. Qualora tali beni non fossero stati ancora asseIgnazio Cutrògnati l’Associazione “SOS Democrazia” ne chiede l’immediata assegnazione e invita il sindaco a “valutare la possibilità che almeno uno di questi immobili, venga assegnato all’Associazione Antiracket “Libere Terre” fondata da Ignazio Cutrò, imprenditore bivonese  che ha avuto il coraggio di denunciare i propri estorsori e che , per tale scelta, vive in una situazione drammatica”.

L’Associazione “SOS Democrazia”

Interrogazione di iniziativa popolare sui beni confiscati alla mafia nel Comune di Ribera

Beni confiscati antimafia

Al Sindaco del Comune di Ribera,

Al Presidente del Consiglio comunale di Ribera.

Oggetto: interrogazione relativa ai beni confiscati alla mafia destinati e consegnati al Comune di Ribera

Visto lo Statuto Comunale di Ribera, Capo III: Iniziativa, Consultazioni e Referendum Popolari; art. 6: poteri di iniziativa, di interrogazione, di interpellanza; Comma 4 e 5.

Premesso

  • che l’assegnazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata risponde ad un obbligo morale e sociale oltre che di legge
  • che la legge concede alle amministrazioni un anno di tempo per decidere se amministrare tali beni direttamente oppure assegnarli in concessione a titolo gratuito per fini sociali
  • che tali assegnazioni possono creare nuova occupazione per i giovani e sviluppo per la collettività

Constatato

Interroghiamo il Sindaco per conoscere

  • la descrizione e la localizzazione dei suddetti beni immobili
  • se, come previsto dalla legge, è già avvenuta la loro assegnazione ed in caso affermativo a quali associazioni.

Invitiamo

nel caso in cui questi beni non fossero stati ancora assegnati

  • a provvedere immediatamente alla loro assegnazione secondo le norme di legge
  • a valutare la possibilità che, almeno Ignazio Cutrò uno di questi beni, venga assegnato all’Associazione Antiracket “Libere Terre” fondata da Ignazio Cutrò, imprenditore bivonese che ha avuto il coraggio di denunciare i propri estorsori e che, per tale scelta, vive una situazione drammatica.

Ribera, lì 10-01-2011